Cartotecnica Rada cresce con Vega

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Piccola azienda cartotecnica alle porte di Milano, Cartotecnica Rada sta crescendo nel panorama dei terzisti nel settore del converting in cartoncino teso con una gestione oculata ma non esita quando si tratta di investire in nuove tecnologie produttive.

Da sinistra Emilia Talloru e Simona Dalmiglio, titolari di Cartotecnica Rada con Jacopo Nava titolare di Vega

Mai come per questa azienda, la cartotecnica è una questione tutta al femminile.
Due donne, mamma e figlia che gestiscono insieme l’azienda di famiglia. Stiamo parlando di Emilia Talloru e Simona Dalmiglio, titolari di Cartotecnica Rada, una piccola e dinamica realtà con 10 collaboratori, dal 1981 specializzata esclusivamente nelle lavorazioni conto terzi per le aziende grafiche, che qui a Inzago (Mi) possono trovare un partner competente e qualificato per tutte le esigenze di trasformazione degli stampati in scatole e astucci, fustellati e incollati.
“L’azienda è stata fondata nel 1981 da mio padre e un socio, al quale poi è subentrata mia madre nel 1992. Nel 2016 ho fatto il mio ingresso in azienda affiancando mia mamma nella gestione delle attività. Mio padre, nel frattempo, è andato in pensione, ma ogni tanto viene a darci una mano, così come fa mio fratello. Lavora in reparto come responsabile di produzione anche mio marito perché da noi la cartotecnica è davvero una questione di famiglia”, esordisce Simona, giovane imprenditrice, oggi dietro alla scrivania per rispondere alle nostre domande, ma sovente impegnata anche sulle macchine piega-incolla che gestisce con sapienza e padronanza, come ci confermano alcuni clienti in attesa di essere ricevuti per discutere di alcune lavorazioni. Compito infatti del terzista è proprio quello di affiancare lo stampatore fin dalle prime fasi di impostazioni delle forme di stampa, in maniera tale da ottimizzare la resa anche per le successive lavorazioni di fustellatura e incollatura. E Simona in questo è una vera maestra, esperta in ambito cartotecnico, sempre pronta a suggerire dettagli al proprio cliente. E qui sono proprio i dettagli a fare la differenza, non ultimo la certificazione ISO sulla qualità che è stata molto apprezzata dalla clientela.

Focus nel mercato farmaceutico
Premesso che il compito di ogni buon terzista sia quello di cercare di soddisfare al meglio tutte le esigenze dei propri clienti che operano nei più disparati comparti economici, dall’alimentare al cosmetico, arrivando fino al commerciale, la Cartotecnica Rada ha competenze specifiche per il mercato del packaging farmaceutico, e proprio per questo motivo ha potuto continuare a lavorare con tutte le precauzioni del caso anche durante il periodo del lockdown primaverile.
“Da noi si rivolgono aziende grafiche che necessitano del servizio di fustellatura e incollatura di astucci, cartelline e buste. Il nostro parco macchine è composto da due fustellatrici piane Bobst, una 90×126 e una 72×102, mentre nel reparto incollatura abbiamo tre piega-incolla, due delle quali sono di Vega, entrambe con dispositivo Baumer HHS per distribuzione colla e controllo anti frammischiamento; una di queste è dotata di modulo raddrizzatore e pareggiatore a fine corsa per astucci con fondo automatico, nonché una terza linea dedicata ad astucci con porta fiala, interni, e astucci incollati in costa. Essere così equipaggiati nel reparto incollatura ci ha permesso fino a oggi di mantenere quella versatilità che ci ha permesso di rispettare i tempi delle consegne senza gravare sulla qualità della produzione, e acquisire anche nuova clientela e nuove commesse, che prima senza una dotazione tecnologica moderna ed efficiente ci erano precluse”, aggiunge Simona.
Nel corso della sua storia Cartotecnica Rada è profondamente mutata, crescendo a livello tecnologico, strutturale e di personale e investendo molto su tutti i fronti.
Oggi il flusso di produzione prevede la condivisione dei dati in tutti i reparti, consentendo all’azienda di velocizzare i tempi di produzione e gestire al meglio le scadenze delle varie commesse.
Recentemente è stata inserita una piegatrice Mathias Bauerle, per inserti in linea e a croce. La piega-incolla Vega Aquila 102 è stata installata nel gennaio di quest’anno, e considerata acquisto fondamentale, proprio per rimanere aggiornati e diminuire drasticamente scarti e tempi di avviamento e produzione, nell’ottica di aumentare la competitività oltre a migliorare l’immagine dell’azienda.

Vega Aquila: salto di qualità nel reparto di incollatura
“Ci siamo conosciuti con Cartotecnica Rada perché aveva acquistato da un rivenditore una nostra piega-incolla di seconda mano. Nel corso degli anni si sono rivolti a noi per l’assistenza e la ricambistica ed è nato un rapporto di reciproca soddisfazione”, interviene Jacopo Nava titolare di Vega, “per cui quando è stato il momento di intavolare una discussione per l’acquisto di una nuova piega-incolla si sono rivolti a noi.
Il modello Aquila 102 è un prodotto con un ottimo rapporto qualità/prezzo, pensato per le aziende che devono produrre astucci in linea, con doppia parete e fondo automatico. La Aquila è il modello entry-level della nostra gamma, secondo la rinomata qualità costruttiva che accompagna ogni nostro modello.
Di concezione completamente modulare come tutte le nostre macchine, è aggiornabile con moduli aggiuntivi in un secondo momento, come per esempio il modulo braille, un nostro brevetto, che potrebbe essere interessante proprio per un’azienda come Cartotecnica Rada, specializzata nel packaging farmaceutico, consentendo loro di prevedere la goffratura braille sulla scatola, senza dover necessariamente preparare una fustella dedicata, che sappiamo essere ammortizzata solo dopo tirature medio-lunghe”, conclude Nava.

Progetti futuri: il modulo braille sulla nuova Vega Aquila
Installata a gennaio 2020, la nuova Vega Aquila ha consentito di velocizzare la produzione, con avviamenti ultrarapidi, caratteristica questa molto importante per un terzista che cambia diversi formati nel corso della giornata, e con lotti di produzione medio-piccoli.
“Pensiamo positivamente al futuro, nonostante tutto, e stiamo pianificando l’eventuale acquisto dell’accessorio “braille” e di una macchina per stampa a caldo che andrebbe a sostituire una delle due fustellatrici del nostro reparto”, aggiunge Simona con tutta la cautela del caso visto il periodo, dimostrando comunque il desiderio di pensare a nuovi progetti e investimenti che permettano a questa piccola ma dinamica realtà di continuare il suo percorso di crescita.