ARGI ha presentato i dati dell’osservatorio 2019

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I dati dell’osservatorio ARGI dimostrano che il settore delle arti grafiche nel 2019 ha retto abbastanza bene. E’ in corso la raccolta dei dati relativi al primo semestre 2020, che logicamente rifletterà i principali problemi per le aziende legati all’emergenza Covid-19 per il comparto grafico e cartotecnico-trasformatore

I dati dell’Osservatorio Argi, presentati con video e grafici, sono emersi in base alla partecipazione di tutte le aziende associate Argi e alcune aziende esterne per un totale di 34 società. Ciascuna di queste imprese ha contribuito alla raccolta fornendo i dati relativi al 2019 della propria attività.

Il mercato rappresentato da ARGI, quello dei produttori e distributori di macchine, sistemi e prodotti per l’industria grafica italiana è riuscito a reggere bene i mutamenti relativi ai consumi e alle modalità di comunicazione, che vanno ben al di là del supporto stampato. Oggi il fatturato dell’intera filiera di arti grafiche, carta e stampa supera i 30 miliardi di euro e conta per l’1,8% del PIL del paese. È una filiera connotata da peculiarità molto positive: innanzitutto una grande rapidità di adattamento ai cambiamenti, con un attenzione costante relativamente al contenimento dei costi e al consolidamento degli utili, e un bacino di clienti fedeli e affidabili.

Antonio Maiorano

“Le aziende rappresentate nel 2019 da ARGI producono un fatturato di 538 milioni di euro, un valore superiore dell’1,9% rispetto al 2018”, afferma Antonio Maiorano, presidente di Argi e sales director professional printing Konica Minolta, che quindi ha definito il 2019 come un anno positivo da questo punto di vista.

 

Francesco Vatri

Il consumo di lastre
L’analisi di questi dati è illustrata da Francesco Vatri, consigliere Argi e responsabile della filiale italiana Agfa. Per la prima volta i numeri analizzati sono riferiti ai dati delle case madri e a quelli d’importazione dal mercato cinese forniti da alcuni importatori italiani. La quota di mercato delle importazioni è il 17% del totale 2019, un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente. Comprendendo tutte le tipologie di lastre offset nel 2019 ne sono state vendute 18.962.936 mq; se distinguiamo i mq globali rispetto alla sorgente energetica utilizzata per l’esposizione, le lastre convenzionali sono state il 16% dei volumi di vendita nel 2019, invece le lastre digitali termiche arrivano all’84%. Nel complesso il mercato delle lastre è sceso di 475 mila metri quadri, pari a -2,4%: una tendenza visibile in tutti i mercati europei, che però non dà un’indicazione precisa sulle quantità di carta stampata prodotta. Il fenomeno della riduzione delle tirature è globale, sia per la stampa commerciale che per i quotidiani, quindi, considerando questa situazione il calo registrato è assolutamente contenuto. Considerazione suffragata anche dal numero dei sistemi CtP venduti, suddivisi in sistemi termici in formato 2/4/8 up e termici VLF (con formato a partire da 100×140): il numero dei primi è rimasto invariato (78 nel 2018 e nel 2019), invece i secondi sono passati da 14 nel 2018 a 21 nel 2019.

Stampa offset e stampa digitale

Massimiliano Veronesi

Massimiliano Veronesi, vicepresidente Argi e amministratore delegato di Komori Italia, ha illustrato i dati relativi alla stampa offset: è stata registrata una leggera diminuzione nelle vendite di tecnologia UV e UV LED: 149 gruppi stampa contro i 164 venduti nel 2018 per un fatturato di quasi 43 milioni di euro rispetto ai 44.350 mila dell’anno precedente; relativamente alla tecnologia tradizionale, sono stati venduti 180 gruppi stampa nel 2019, 21 in più rispetto al 2018.

Giorgio Bavuso, consigliere Argi e responsabile commercial printing di Ricoh Italia, ha presentato i dati relativi alla stampa digitale, che indicano un trend generale di crescita per quanto riguarda l’hardware, quindi si fanno più click e si consumano più inchiostri. Ovviamente anche le pagine stampate in digitale a colori sono in aumento, il volume complessivo è aumentato dell’11% rispetto al 2018.

L’industria grafica e la pandemia
In Argi è in corso la raccolta dei dati relativi al primo semestre 2020, che logicamente rifletterà i principali problemi per le aziende legati all’emergenza Covid-19 per il comparto grafico e cartotecnico-trasformatore:  il problema più rilevante risulta quello dei ritardi nei pagamenti o addirittura mancati, con evidenti effetti negativi sulla liquidità delle aziende; a causa delle limitazioni negli spostamenti ci sono state difficoltà  nelle  relazioni  commerciali, non solo mancanza di contatto con clienti ma anche legate al fatto che la rete  di  vendita è stata inattiva a lungo; molte aziende hanno avuto difficoltà nel reperimento dei dispositivi  di  protezione individuale soprattutto nella prima fase della crisi; fortunatamente non sembrano essere stati così significativi i problemi legati all’approvvigionamento  di  materie  prime (il settore più colpito da questo è stato quello cartotecnico) e anche alla cancellazione o al rinvio di fiere eventi, perché sono state tante le aziende fornitrici di tecnologie che hanno organizzato webinar e vere e proprie dimostrazioni che potevano essere seguite da ovunque, e che hanno avuto molto successo tra gli utilizzatori.

Tutto questo dimostra che il settore grafico e non solo quello, non può pensare di tornare indietro a come era prima della pandemia. Sicuramente la trasformazione digitale verrà accelerata per recuperare il tempo perduto, ma per dare impulso alle attività commerciali non si tratta di un ritorno al passato ma di una totale re-invenzione di strategie, modo di comunicare, di fare marketing e di lavorare, dando sempre maggiore spazio alla collaborazione e alle sinergie tra aziende e soprattutto persone.