Albertin punta all’internazionalizzazione

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Labelexpo 2017 ha segnato una tappa fondamentale nel processo di crescita di quest’azienda italiana, punto di riferimento nella produzione di cliché e lastre flexo per la stampa e la nobilitazione: è infatti la prima presenza su un palcoscenico internazionale, nel quale Albertin intende crescere nei prossimi anni grazie a una produzione di altissima qualità.

Albertin opera nel campo delle arti grafiche dal 1971, anno nel quale Alcide Albertin inizia la propria attività come produttore di lastre da stampa tipografica per poi specializzarsi fin da subito nel settore dei cliché per stampa e nobilitazione. 45 anni di attività in Italia, un passaggio generazionale avvenuto senza grossi problemi e che oggi vede Ferruccio Albertin, figlio del fondatore, alla guida dell’azienda che nei prossimi anni punterà a farsi conoscere e a crescere sempre di più oltreconfine. L’azienda ha messo a punto ogni aspetto relativo alla gestione, alla lavorazione e all’evasione degli ordini in tempi molto ristretti, con la massima precisione, ed è oggi pronta a servire clienti in tutta Europa.

Nello stand di Albertin a Labelexpo, che abbiamo visitato durante l’ultima edizione, la soddisfazione era evidente; numerosi i contatti intrapresi con possibili nuovi clienti e in linea generale un senso profuso di ottimismo, segno che la decisione di ampliare il proprio raggio d’azione è la strada giusta per proiettare l’azienda nel futuro.

“Leave your mark”: Albertin lancia la sfida al mercato

Proprio nella nostra visita allo stand, dove nello specifico Albertin presentava la linea di prodotti dedicati al mondo delle etichette, abbiamo raccolto le prime impressioni su questa partecipazione e approfondito la conoscenza dell’azienda e dei suoi prodotti insieme ad Alessandro Pellegrini, Tecnico commerciale.

“Oggi siamo apprezzati dal mercato principalmente per due fattori fondamentali, che rappresentano poi i valori fondanti dell’azienda, ovvero la qualità del prodotto finito e una particolare attenzione alle esigenze del cliente. Con il nostro approccio consulenziale, affianchiamo il cliente onde evitare qualsiasi tipo di problematica in produzione, siano macchine per cartotecnica piuttosto che linee di stampa per etichette”, esordisce Alessandro Pellegrini.

Il cuore pulsante dell’azienda, dove lavorano 32 persone, è rappresentato dall’ufficio grafico, (dotato di un flusso di lavoro Esko Automation Engine), dove operatori altamente qualificati sono in grado di consigliare il cliente nella scelta più corretta da seguire a livello di impostazione grafica al fine di ottenere poi i risultati desiderati. In questo modo è possibile mantenere la promessa “Leave your Mark” (Lascia il tuo segno – ndr), il claim che ha accompagnato l’azienda in questa prima esposizione internazionale, un invito ai clienti a osare di più per lasciare un segno che aiuti le loro etichette o confezioni a distinguersi dagli altri prodotti sul mercato. Etichettifici e aziende cartotecniche rappresentano il mercato di riferimento per Albertin, dai produttori di etichette per il settore dei vini, superalcolici fino alle aziende che preparano quelle bellissime scatole destinate al settore della cosmetica, profumeria, moda e prodotti di lusso.

Cliché Gruppo piano in linea: cinque lavorazioni in un unico passaggio

“Abbiamo focalizzato la presenza a Labelexpo 2017 sul nostro innovativo Gruppo Piano in Linea, un cliché che consente di ottenere fino a cinque lavorazioni in un unico passaggio di stampa. Le nobilitazioni che si possono eseguire con questo prodotto sono stampa a caldo, rilievo a secco, basso rilievo, texture e ologrammi anticontraffazione.

Questo cliché, utilizzato nei gruppi stampa delle macchine a bobina in linea offre la possibilità, tramite la suddivisione del passo di stampa in 5 unità, di ottenere con un’unica battuta l’etichetta finita in un unico passaggio con ben 5 nobilitazioni. L’uso di una sola matrice assicura lavorazioni rapide e precise poiché non è richiesta la messa a registro tra una lavorazione e l’altra”, aggiunge Pellegrini. È chiaro che i 5 passaggi rappresentano una lavorazione che il mercato difficilmente richiede, ma come confermato da Pellegrini, i 3/4 passaggi in linea sono ormai uno standard abitualmente richiesto dai clienti.

Questo particolare cliché è realizzato in ottone o magnesio con spessore da 7mm ed è compatibile con i moduli Rhino di Pantec, Big Foot di ABG e Codimag.

Incisioni tradizionali e con laser a fibra ottica

Il processo di produzione di Albertin si differenzia a seconda del tipo di materiale da lavorare.

Per quanto riguarda le lastre di magnesio, si utilizza la scrittura tramite CtP e successivamente, mediante dei processi chimici, avviene l’incisione del cliché.

I cliché in ottone vengono invece realizzati mediante frese a controllo numerico o con l’ausilio di macchine a incisione laser.

E’ proprio grazie all’impiego del laser a fibra ottica che Albertin riesce a realizzare effetti molto particolari come, ad esempio, la microincisione sull’ottone, oppure a incidere dettagli molto piccoli che senza l’ausilio del laser sarebbe impossibile ottenere.

 

Un effetto “sicuramente” sorprendente ed esclusivo: la microincisione
Oltre al Gruppo Piano in Linea, a Labelexpo Albertin ha registrato un forte interesse del pubblico verso una particolare tipologia di lavorazione: la microincisione.
Caratteristica del cliché microinciso è la sua superficie, che presenta una tramatura finissima per trasferire i dettagli grafici sul film e, quindi, sul supporto di stampa desiderato.
I motivi di microincisione presentano tramature a disegni casuali o ripetuti e possono, inoltre, essere personalizzati con loghi, scritte o grafiche dagli effetti di rifrazione ottica unici, che cambiano a seconda dell’angolo di osservazione. Per questo i cliché microincisi sono la soluzione ottimale per creare ologrammi anticontraffazione per la protezione dei brand. È possibile microincidere i cliché in ottone con spessore da 3 a 7 mm.
Per i cliché in magnesio lo spessore sarà da 1 a 7 mm.

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